Famara, un piccolo paesino di case bianche a lato di una baia lunghissima, uno di quei paesini dove le case si ammassano sull’unica strada asfaltata, dove i “veci” se ne stanno seduti fuori dalla porta di casa con il loro cappello e il loro bastone a guardare il tempo che passa.
Si sta bene qui, la sera ogni tanto fa freddo, ogni tanto c’è qualche nuvola, il tempo scorre lento… solo le scuole di surf e il loro andirivieni di turisti sembrano a volte voler ricordare a tutti che esiste un posto dove il lavoro scorre frenetico, dove l’economia “gira”, dove io pago ed esigo, dove più lavori e meglio è, un posto che non ho esitato a disconoscere e che, ogni giorno, mi sembra sempre più lontano.
“..ma se tutti fanno surf, chi lavora?”(cit.)
Diciamo che qui la vita costa molto meno che sul continente, e inoltre i bisogni sono molto limitati: uno si mette la muta, attraversa la strada, va in mare e la sera si riposa bevendo un te con gli amici, anche perché volendo la movida di Famara non offre molti spunti!
Questo almeno fino a che la coppia di scoppiati che risponde al nome di “Pippo Panda Travel Band” non arrivasse in paese. Complice le festività natalizie infatti riusciamo ad ottenere qualche serata “di lavoro” tra cui la serata della Vigilia e quella di Capodanno!!!
E qui quando attaccano a far festa non scherzano! Solo per rendere l’idea la sera del 31 abbiamo suonato fino alle 6.30 di mattina davanti a gente matta che urlava “otra…otra…” (…un’altra…) ogni volta che finivamo una canzone e alle ragazze che si dimenavano in danze provocatorie! (yep!)
Se lavorare vuole dire semplicemente ottenere dei soldi, be… questo è un bellissimo modo per lavorare.
Ma il blues non ci porta solo feste e lustrini; ogni domenica infatti suoniamo in piazza a Teguise, dove il mercato locale attira un sacco di turisti che spesso non indugiano a buttare qualche euro nella custodia della chitarra davanti a noi. Suonare “per strada” poi è davvero bello, la gente sorride, accenna un balletto, si ferma a parlare, ti porta un paio di birre, vedi un sacco di cose, e il “cassetto” non è poi da meno rispetto alla paga dei locali.
E questo insomma ci permette di stare qui e concentrarci su un’altra importante attività: il buon tempo! E di conseguenza il surfing!
L’inverno qui non è stagione ventosa di norma e ci siamo dati molto al surf da onda. Del resto ci basta davvero attraversare la strada e andare in mare! Non male vero?
Qui alla spiaggia di Famara le condizioni sono molto differenti in base alla marea, alla swell e al vento che, seppur leggero per il windsurf, spesso molesta un pochino il surf da onda, ma un bagnetto si riesce sempre a strappare e se le onde non sono perfette…che importa? L’importante è essere in acqua con gli amici!
Grazie alla “incredibile tecnologia” a nostra disposizione possiamo addirittura scattare qualche foto dall’acqua!..forse il risultato non è dei migliori, ma la situazione è molto divertente!
Lanzarote offre comunque un sacco di spot per il surf da onda, ed alcuni sono davvero tosti, come per esempio la derecha della Santa, un paesino di poche anime dove frange questa destra da paura!
Le possibilità di uscire in windsurf qui sull’isla sono invece un pochino più limitate; gli spot si contano sulle dita di una mano, ma sono comunque di qualità, e abbiamo avuto la fortuna di testarli tutti!
Lo spot principale si trova a Costa Teguise, paesino molto turistico dove si trovano le scuole e i noleggi ed è quello che “lavora” per primo con vento da NE.
La spiaggia de Las Cucharas offre buone condizioni per il freeride-freestyle che diventano “bump’n’jump” (… per usare un termine vintage) quando il vento rinforza. Si possono trovare alcune sezione surfabili proprio davanti alla spiaggia, si salta bene e poco più sopravento c’è il picco de La Morra dove entrano dei bei ciccioni che, frangendo in direzione side-on ti possono mandare davvero in alto!
Sopravento alla Morra c’è un altro “spotticino” chiamato Los Charcos. Una piccola baia all’interno di due moli di pietra dove frange un ondina che può raggiungere però anche i due metri nelle giornate big, aprendosi dal molo sopravento a quello sottovento. L’uscita è davvero sicura, bisogna solo farci l’occhio perché l’onda si prende proprio a pochi metri dal molo e, diciamo solitamente sul secondo bottom, ci si trova senza vento e bisogna “affidarsi” solo alla spinta dell’onda, per poi riprendere e farsi ancora due o tre giri senza problemi. Se però vi fate frullare e ve la prendete troppo comoda la corrente vi porta simpaticamente sul molo sottovento.
All’interno della baia il vento è rafficato ma, essendo l’acqua superflat, chi è fortunato può arrivare a tutta manetta sul picco e spararsi qualche bel salto!
Ricordatevi di uscire con marea media: quando c’è il picco di bassa la piccola baia si svuota quasi completamente, quindi occhio alla pinna!
Il Charco è sempre il primo spot che andiamo a visitare e ci ha regalato già diverse uscite discrete ma il meteo non smette di sorriderci; arrivano infatti un paio di swell da NE che permettono anche agli spot più “rari” di lavorare come si deve!
Primo fra tutti Jameos del Aqua, lo spot wave per eccellenza, lavora sempre con NE, e stavolta l’abbiamo beccato davvero grosso!
Lo spot è su roccia e l’ingresso in acqua a seconda della marea può essere davvero impegnativo, ma dicono che ci si fa l’abitudine. Ci sono tre picchi, il primo con bassa marea è da evitare causa Godzilla mangiapinne (scoglio) affiorante sul take off e, quando lavora bene, il secondo picco si unisce alla “surfera” con una sinistra infinita che si apre nella baia sottovento.
La condizione che abbiamo trovato era davvero impegnativa, set di 4 metri e forse più con marea calante, quindi onde che diventano sempre più radicali! Mamma mia che uscita!
Peccato però che Jameos ha voluto lasciare il segno: il giovane Bocia deve arrendersi ad una frullata colossale che lo lascia con l’albero in pezzi e con l’arduo compito di fare del free-climbing sulla roccia lavica. Onore al merito perché le condizioni erano davvero impegnative e non è da tutti entrare la dentro, soprattutto dopo solo due anni di windsurf alle spalle! Ma del resto non l’abbiamo certo raccolto dalla strada e accolto nella nostra crew per nulla.
Anche il Panda ha avuto il suo bel da fare: dopo aver preso un sacco di onde stupende, una delle migliori uscite di sempre, mi accingo ad uscire dall’acqua… ma da dove cavolo devo uscire? Mi avvicino per perlustrare la zona, ma virando mi trovo davanti un’onda grande come una villetta a schiera! Mollo quindi tutta l’attrezzatura e vado il più sott’acqua possibile! Quando l’onda mi molla mi trovo magicamente accanto all’attrezzatura… che però è in brandelli! E allora via di free-climbing!
In ogni caso non bisogna preoccuparsi, se si viene frullati la corrente vi porta tranquillamente nella baia della surfera dove potrete trovare “facilmente” la roccia su cui atterrare; nel frattempo allenatevi con l’apnea!
Jameos comunque regala giornate anche più umane ma ugualmente divertenti e si riesce anche a saltare discretamente.
Il giorno successivo a questa uscita epica riusciamo ad andare a visitare lo spot “dell’ Aeroporto” che lavora sempre con vento da NE ma lo swell deve essere grosso altrimenti le onde non arrivano.
Qui il vento è side-off ed è quindi un po’ rafficato ma le onde sono davvero belle e abbastanza lunghe e si possono staccare facilmente degli aerials.
Lo spot si trova davvero a pochi metri dalla pista d’atterraggio e bisogna quindi arrivarci “in windsurf” facendo qualche bordo di bolina dalla spiaggia che si trova appena finito l’aeroporto in direzione SO.
Il giorno successivo a Jameos lo becchiamo da 4.7 ed entriamo in acqua con l’attrezzatura un po’ arrangiata dati i danni del giorno prima. Il Panda tutto fiero del suo vecchio albero di riserva spara subito un bel forward rompendo cosi il secondo albero in due giorni e mettendo una seria ipoteca sul titolo di Windsurfer Disaster 2013. (Ma siamo solo a gennaio!).
Nonostante sia raro che questo spot lavori abbiamo già fatto quattro uscite qui, a volte l’onda è più bella, a volte più rafficato, a volte la direzione del vento e migliore, ma comunque sempre un buon wave riding!
Un’altra condizione rara per il windsurf è Famara con vento da SE…e noi l’abbiamo beccata!
Il vento è rafficato e quasi completamente off, può essere quindi difficile con onda grossa e conseguente corrente. La nostra uscita è stata comunque molto facile poiché l’onda era modesta e non era poi cosi rafficato. Serve un po’ di occhio perché le onde “scappano via” con questa direzione di vento, ma appena si parte per un bottom si accelera subito a 300 all’ora! Gli aerials sono quindi all’ordine del giorno!
Tenete ben chiuso le porte del furgone mentre armate perché sotto raffica ci sono davvero delle tempeste di sabbia.
Che dire…senza accorgerci siamo qui ormai da due mesi, surfiamo quasi tutti i giorni e il nostro lavoro è suonare!… Insomma, citando un amico, “stiamo vivendo il sogno”!
Ma soprattutto, dato il famigerato “periodo di crisi”, abbiamo dimostrato come tutti e nessuno sono in crisi, come rivedendo un pochino la scala dei propri bisogni si può vivere lontani dallo stress e senza avere una così profonda necessità di soldi. Certo non bisogna estremizzare ne l’uno ne l’altro aspetto, non credo sia stupendo non avere da mangiare e dormire sotto i ponti, ma non è nemmeno necessario sacrificare la propria vita al lavoro solo per permettersi un drink all’Armani Cafè il sabato sera.
Forse adesso mi sto lasciando un po’ prendere la mano ma vorrei tanto che tutti abbiano ben presente una cosa. Soprattutto oggi che il “mondo occidentale” sta marcendo e crollando a pezzi, come del resto i suoi abitanti, e dove la crisi più che relativa al denaro è prima di tutto relativa ai valori morali, e mai come ora ha bisogno di cambiamento… be ragazzi… UN’ALTRA SOLUZIONE È POSSIBILE!
Non date mai nulla per scontato, pensate sempre con la vostra testa e… e se i Maya avessero avuto ragione? Avreste passato l’ultimo giorno del mondo e della vostra vita in ufficio per pagare gli sprechi della nostra bella Italia e la bella vita dei politici, le bollette o i regali di Natale o la settimana bianca che guarda caso in quel periodo costa il doppio?
Credo di avervi tediato abbastanza e di aver raggiunto già qui un discreto numero di “vaff…” quindi…arrivederci al prossimo report!
TESTO DI Pippo “the flying Panda” and Luca “the Bocia”
Ma dove è finito Kauli Seadi? Beh se ci avete seguito con attenzione un po...
Matteo Iachino, 23 anni, ligure di Albissola, centra il suo primo podio in ...
Si è tenuto il primo OLD GUNS Stage con Robert Hofmann presso il Conca d...
Dopo il doppio articolo web-rivista sul set di vele da scegliere, eccoci di...
Catalunya, Costa Brava, PWA Slalom, day 5 no wind! Day 6… molta attes...
Circolo Surf Torbole, seconda giornata per la GPS Speed Crossing e ancora u...
È iniziato ieri il week end al Circolo Surf Torbole dedicato alla velocit...
Costa Brava… e Alberto si prende con i denti il primo posto della fin...
Dopo il glorioso Sa Barra Freestyle Contest (aprile 2013) avevamo lanciato ...